Guardare le figure

Mi piace acquistare e regalare albi illustrati, credo che sia un bel modo per parlare alle persone che amo. Ma sono anche uno strumento didattico che utilizzo spesso quando faccio laboratorio. Mi piace partire da uno stimolo narrativo o figurativo, e’ come dare la direzione, indicare il cammino che andremo a percorrere. Anni fa ho avuto la fortuna di partecipare ad un corso di illustrazione tenuto da Octavia Monaco. Era un corso pratico, ogni sabato partivo da casa con fogli, matite, pennelli e colori acrilici e la mattina trascorreva in un mondo parallelo, di grande concentrazione, prove e riprove e piccole e grandi soddisfazioni.

La prima cosa che ci disse fu che quando si illustra una storia bisogna andare oltre le parole, bisogna aprire una porta ai se e ai ma, bisogna fare in modo che le illustrazioni supportino il testo, ma che allo stesso tempo aprano possibilità, lascino lo spazio al lettore di leggere la propria storia. Le illustrazioni diventano così mezzi che trasportano lontano, rivelano qualcosa che il testo non dice e viceversa il testo può parlare più delle figure.

Probabilmente per questo intrecciarsi di linguaggi diversi, l’utilizzo degli albi illustrati diventa un grande stimolo narrativo e artistico suggerendo spesso letture  e riletture creative. Anche il gesto stesso dello sfogliare nell’albo illustrato e’ un pretesto per creare suspance e il rapporto fra immagine, testo e narrazione crea una scoperta continua. Non è assolutamente da sottovalutare il fatto che l’albo illustrato rappresenta un oggetto d’arte, arricchisce lo sguardo e presenta molteplici stili espressivi.

Gli albi illustrati non sono assolutamente “roba da bambini”, sono sistemi complessi di forme, parole e figure che parlano al bambino, ma anche all’adulto. Regalano una lettura a più livelli: quella autonoma del bambino, quella insieme ad un adulto, quella esplorativa che diventa gioco, che crea un mondo dentro il quale potersi muovere liberamente. Non bisogna poi sottovalutare il fatto che l’albo illustrato e’ il primo esempio di libro che incontrano i bambini, e’ il loro primo approccio da futuri lettori.

Mi piacerebbe sapere quali sono i tuoi preferiti, o quali ami regalare. Se vuoi sapere quello con cui mi piace lavorare leggiti il post su Kubbehttp://adocchispalancati.com/2016/03/24/kubbe-fa-un-museo/, mentre un libro da regalare ad una amica potrebbe essere …e poi é Primavera

Piccola storia dell’albo illustrato: Leo Lionni pubblica nel 1959 a New York “Little blu and little Yellow”. In Italia dobbiamo aspettare il 1967 con la nascita della Emme edizioni (eredità che oggi ha raccolto Babilibri edizioni), grazie alla lungimiranza di Rosellina Archinto che pubblica insieme a Lionni, Bruno Munari, Enzo Mari, Eric Carle, Maurice Sendak, Tomi Ungerer, …, facendo un grande passo avanti verso una idea non più solo di svago, ma di grande potere pedagogico, perché parlano del mondo del bambino, del suo vissuto, delle emozioni e di quello che c’è fuori nella società.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *