Quando gli oggetti diventano soggetti

“Si puo’ dipingere ogni cosa…basta vederla”, così diceva l’artista  Giorgio Morandi, lui che delle sue bottiglie ne ha fatto un diario intimo ed emozionale. I nostri oggetti, quelli che che teniamo quotidianamente  tra le mani, quelli che hanno un valore speciale sono parte di noi…. gli oggetti siamo noi!

Gli oggetti sono diventati i nuovi materiali dell’arte contemporanea, numerose sono le opere che li contengono e li raffigurano per le loro caratteristiche esterne, per la loro possibilità di essere trasformati e rimandare ad altro, ma soprattutto per ciò che ricordano, per la suggestione che suscitano per l’emozione che provocano.

E’ quindi importante soffermarsi sul linguaggio dei materiali e creare una sorta di vocabolario delle loro caratteristiche…un vocabolario che deve essere personale e deve appartenere a ciascuno di noi rimandando alle nostre esperienze. Un vocabolario dei sensi, che racconta e rievoca. Ricordo di aver visto anni fa un video in cui una ragazza si raccontava attraverso gli oggetti che aveva dentro la sua borsa!

E’ un esercizio divertente e stimolante….prendere un oggetto, passarselo tra le mani accendendo tutti i nostri sensi , mentre lo guardiamo con nuovi occhi, da differenti punti di vista ed oltre che valutarne il peso, la texture, la forma, l’odore, il suono, pensare a cosa ci fa pensare, cosa ci può ricordare…una sensazione oppure un momento particolare. In un certo senso è la stessa cosa che facciamo quando dobbiamo scegliere qualcosa, che sia un abito o un oggetto di arredamento. C’è un particolare che ci colpisce: a volte il colore, altre la forma o la sensazione che proviamo quando lo tocchiamo. Io ad esempio ho l’abitudine di toccare i tessuti con il pollice e l’indice per capire se “saltano” oppure annuso l’odore del legno…anche tu hai dei gesti particolari con cui ti avvicini agli oggetti?

Se ce lo vuoi raccontare, ci piacerebbe creare un vocabolario dei sensi! Intanto leggi l’articolo dedicato a Giorgio Morandi.

 

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