Come si impara a disegnare

Tutti i bambini disegnano, gli adulti no. Anzi sono pochi quelli che lo fanno e magari si lasciano andare solo nei classici scarabocchi mentre sono impegnati in una conversazione al telefono.

Nella mia vita ho avuto un momento in cui ho abbandonato l’abitudine a disegnare, quando mi hanno detto che saper disegnare voleva dire saper ricopiare un oggetto nel modo più simile alla realtà, che la bravura stava nella somiglianza, nel riprodurne una copia il più perfetta possibile. Ecco questo non faceva affatto per me.

Poi ho ricominciato innamorandomi della storia dell’arte, impazzendo davanti alle vetrine delle mesticherie sognando scatole di matite e colori ad olio, pennelli di tutte le misure e poi blocchi di fogli, ruvidi, bianchi grigi, quadrati…Per non parlare della scoperta degli albi illustrati per bambini…un amore a prima vista! Così ho fatto corsi, ho sperimentato tanto, ho cercato un mio linguaggio e un mio stile. Un giorno ho incontrato una persona speciale che mi diceva: “Disegna!”, lui lo faceva, sempre, e su tutte le superfici….

Così io ora disegno, per me, per passare il tempo, per rilassarmi, come esercizio per non perdere l’abitudine e diventa un po’ come cantare sotto la doccia…

un certo sguardoMa da dove bisogna partire per disegnare? Innazitutto bisogna guardarsi attorno, allenare il nostro sguardo ad osservare, andare oltre a quello che vediamo, magari immaginando ciò che stiamo osservando in un contesto diverso, soffermarci a come sarebbe se fosse di un colore o di un materiale differente, pensare se ci fa venire in mente altro… quindi possiamo dire che ci sono numerosi tipi di sguardo e quindi differenti approcci alla realtà che possiamo osservare attraverso LO SGUARDO DELL’EMOZIONE, LO SGUARDO SUPERFICIALE, LO SGUARDO  PROFONDO, LO SGUARDO IRONICO…

Bene e adesso che ho osservato cosa disegno? Questo aspetto potrebbe metterci in crisi, anzi farci tornare nel baratro del foglio bianco dei temi in classe. Se manca una idea di partenza non preoccupiamoci, proviamo a pensare a come ci sentiamo, mettiamo in campo le emozioni. Scegliamo i colori in base alla sensazione che ci suggeriscono, scegliamo strumenti che ci aiutino ad esprimere l’emozione che vogliamo rappresentare.  Ancora niente? Vuoto cosmico?

Una cosa che mi diverte è utilizzare un ritaglio di giornale come punto di partenza… Spesso sono gli occhi o la bocca… da quel piccolo particolare provo a realizzare un personaggio e spesso provo a renderlo umano, dandogli un nome e una vita. E’ divertente anche ritagliare il corpo da una rivista e disegnarne la testa e poi vedrete si aprirà un mondo!

Un altro gioco divertente per partire ed abbandonare la paura e la sensazione di non essere in grado è utilizzare una immagine già esistente ed aggiungere dei particolari…per puro divertimento!

Quante volte abbiamo sentito parlare di “una buona mano”? Sicuramente c’è bisogno di allenamento, la nostra mano è pur sempre fatta di muscoli e articolazioni, quindi va considerata al pari delle gambe per i corridori.

Sperimentiamo la pressione della nostra mano e i differenti segni che può lasciare, proviamo le infinite linee che possiamo realizzare, magari senza staccare mai la matita dal foglio…

Ricorda che come diceva Bruno Munari “e’ il segno che fa il disegno”.

 

2 commenti
  1. Miriam
    Miriam dice:

    Che bello! io ti dico, Disegna, disegna e continua a scrivere anche qua, così leggendo tutto questo ci aiuti a sognare, a credere ed a sviluppare la nostra anima artistica che sono convinta che abbiamo tutti! Grazie

    Rispondi

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