Prenditi un po’ di tempo per guardare tra gli oggetti che hai in casa, magari in cucina e scegline alcuni… non occorre che siano particolarmente interessanti o esteticamente piacevoli. Radunali sul tavolo e osservali per bene, da tutti i punti di vista e prova a pensarli in relazione l’uno con l’altro magari per alcune caratteristiche (forma, colore, uso, tipo di materiale…).

Scegli una mensola, un ripiano della libreria, un tavolino dove poterli disporre. Dedica tempo  alla loro collocazione, fai delle prove, considera la luce naturale e se vuoi aggiungi un punto luce esterno.

Come cambiano i colori?

Come appaiono le ombre sugli oggetti e sulla superficie su cui sono appoggiati?

Cerca una soluzione di composizione che ti soddisfi e fotografa la tua natura morta, oppure disegnala. Cambia i punti di vista e se puoi, prova a lasciare la tua installazione ferma per un giorno intero. Potrai osservare come cambia nell’arco della giornata grazie alla luce e potrai vedere come interagisce con gli oggetti circostanti.

Hai creato una natura morta! Ecco come la definisce l’Enciclopedia Treccani Ragazzi:

“Parlare di natura morta è un controsenso: la natura per sua definizione è infatti viva, ma diventa morta quando la si toglie dal suo habitat (il fiore reciso dalla pianta, la frutta colta dall’albero). L’artista compie quindi una sfida: ritrae un fiore destinato a morire e così lo rende eterno. La sua bravura consiste nell’ingannarci, facendoci apparire come veri e vivi oggetti inanimati ed esseri morti”.

Preparati una tazza di caffè o di te, gustati questa piccola opera d’arte e se vuoi prova a darle un titolo. Fatti ispirare dalle opere di Paul Cézanne, Giorgio Morandi, Wolfgang Tillmans

Se vuoi mandarci la foto della natura morta saremo ben contente di creare una galleria di immagini.

Intanto se vuoi giocare con i colori c’è l’esercizio d’arte n. 3