“La mia pittura non nasce sul cavalletto. Non tendo praticamente mai la tela prima di dipingerla. Preferisco fissarla non tesa al muro o per terra. Ho bisogno della resistenza di una superficie dura. Sul pavimento mi sento più a mio agio. Mi sento più vicino, più parte del quadro, perché, in questo modo, posso camminarci intorno, lavorare sui quattro lati, ed essere letteralmente nel quadro.” (Jackson Pollock)

Jackson Pollock fu  un artista dalla vita molto complicata caratterizzata da un’alternanza di momenti sereni e grandi depressioni,  un  genio irrequieto,  che però fu in grado di rompe gli schemi classici della pittura. Egli rinunciò alla possibilità di rappresentare dei soggetti, ma volle esprimere la sua energia creativa e intrappolarla nella tela attraverso la tecnica del dripping, che consisteva nel far sgocciolare il colore dall’alto.

Guardando le opere di Pollock la sensazione che ci arriva non è quella di confusione, disordine, caos, ma piuttosto di forza, energia, movimento. E’ come se fosse un momento catturato dal colore.

Quindi perché amare Pollock?

– Perché è stato un rivoluzionario

A prima vista si può pensare che un‘opera alla Pollock possa  farla chiunque, ma in realtà Pollock non aveva nessuno da imitare e la sua genialità è stata nell’essere stato il primo a realizzare un’opera d’arte in questo modo, mettendo la tela a terra e sgocciolandoci sopra il colore. Il fatto è che i capolavori dell’arte hanno il compito scomodo di mettere in discussione ciò che c’è stato prima facendo venire il dubbio che non ci possa più essere niente dopo. L’arte contemporanea racconta il nostro tempo, l’arte contemporanea parla di noi, siamo noi.

– Perché ha fissato sulla tela un’esperienza creativa

Quante volte avremmo voluto catturare un momento della nostra vita per portarlo sempre con noi. Fermare il tempo, congelarlo con tutte le emozioni che lo rendono il ricordo perfetto.

Se vi capita andate a vedervi un’opera di Pollock dal vivo. E quando state lì, pensate che siete davanti ad un fermo immagine, ad un istante di vita e  provate ad immaginarvi quell’attimo, Jackson che passeggia sulla tela, a testa bassa inseguendo un raptus, una idea, una forza che lo conduce nella sua danza.

– Perché realizza le sue opere immerso, concentrato, rapito

Nei suoi dipinti possiamo trovare anche mozziconi di sigaretta ricoperti di colore, perché quando creava le sue opere entrava in una sorta di trance creativo, entrava nel quadro fisicamente, ma non solo, creava con la tela un rapporto che gli permetteva di liberare energia, forza, tensione. La sua azione non era progettata. Seguiva una sorta di percorso spirituale, sapendo perfettamente quando far cadere l’ultima goccia di colore.

Mi piace pensare al genio creativo in azione, alla forza dell’ispirazione e dell’azione.

 

Quando abbiamo creato la linea di T shirt dedicate a Jackson Pollock, abbiamo realizzato una pioggia di gocce colorate.

Il primo motivo è abbastanza ovvio, per ricordare Pollock come quello delle gocce, della tecnica del dripping.

Ma anche perchè le gocce cadono inevitabilmente dall’alto e quindi per sgocciolare colore devi per forza cambiare la solito prospettiva di lavoro.

Inoltre le gocce stanno per cadere, non si sono ancora posate, stanno seguendo il loro movimento, goccia dopo goccia e si depositeranno, o si espanderanno, ma non sappiamo come.

Le gocce di Pollock sono la traccia di un evento, ricordo di un momento. Le gocce di Pollock sono da indossare e portare in giro per raccontare una storia.