Andar per musei può sembrare una attività difficile da fare con i bambini, ma io credo che non lo sia affatto.

Quando mi capita di portare i bambini al museo, mi soffermo sempre prima ad organizzare con cura la nostra esperienza artistica. Visitare una mostra, una collezione d’arte o un museo, non significa dover soffermarsi su ogni singolo quadro o reperto esposto, leggendo di ognuno didascalia e informazioni. Andare al museo per me significa creare meraviglia, quindi individuare il tema o le immagini capaci di illuminare lo sguardo dei bambini diventa fondamentale nella mia ricerca propedeutica alla visita affinché si possano sentire in uno spazio unico.

Proprio a causa della “pioggia ininterrotta di immagini” (come la definisce Italo Calvino), che rende difficile vedere attraverso oltre  tutto ciò che ci viene propinato quotidianamente, l’intento principale è quello di indirizzare lo sguardo verso la scoperta.

Anche le parole sono poche, sono scelte con cura e raccontano qualcosa  degli artisti in mostra, sono curiosità per rendere l’artista una persona reale e vicina.

L’obiettivo di fondo di questo tipo di approccio vuole rendere i bambini dei fruitori autonomi e consapevoli, mantenendo sempre vivo lo stato di curiosità.

A volte però mi è capitato che pur avendo preparato accuratamente la visita, la curiosità dei bambini mi ha portato a fare una deviazione. E’ stato il caso della mostra dei Rivoluzionari del ‘900, durante la quale in diverse occasioni e con bambini di età differenti, un quadro ha colpito la loro attenzione…

Questa piccola opera di Paul Klee che si intitola “Piccolo Avventuriero”, ha fatto volare la fantasia dei bambini, che hanno raccontato e immaginato dove stesse andando il piccolo avventuriero con i suoi stivali rossi.

Oggi vi ho trascritto alcune delle loro storie, nate a più voci durante l’osservazione del quadro.

Sono rimasta stupita da quanto è stato detto e raccontato davanti a quest’opera. I pochi colori e le linee semplici hanno aperto la fantasia dei bambini. Forse anche questo è un modo per guardare l’arte che spesso sottovalutiamo.

L’opera d’arte puo’  e deve essere racconto e  illustrazione. Deve essere una porta che si apre e che ci invita ad entrare con tutto il nostro bagaglio di esperienze.

E’ notte.

La luna è solo una piccola falce rossa che brilla nel cielo.

Il piccolo avventuriero deve attraversare un bosco, buio. Sembra quasi un labirinto, ha paura di perdersi, di non trovare la strada giusta e di rimanere per sempre intrappolato nel bosco. Gli hanno raccontato che i rami degli alberi sono talmente grandi e lunghi che se non corri veloce i rami ti possono catturare. Molte persone che volevano attraversare il bosco sono entrate, ma non sono più uscite ed ora probabilmente sono diventate esse stesse alberi.

Il piccolo avventuriero si guarda le punte delle scarpe…indossa due lucenti stivaletti rossi…rossi come la luna. Gli passa la paura, sa che con quelli indosso può andare dove vuole e nessuno gli farà del male.

Il piccolo avventuriero è un extra terrestre. Vola su una navicella rossa a forma di luna e indossa stivali magici che lo fanno camminare velocissimo.

E’ arrivato sul pianeta terra in una notte buia. Ha visto il mare, le case, le montagne tutto in una sola notte. Ora deve ritornare alla sua navicella. Davanti a lui ci sono delle montagne alte e spigolose, ma non gli fanno paura.

Il piccolo avventuriero è un bambino che è scappato di casa per vivere una vita avventurosa, come quelle che vede in tv e legge nei libri.  Non ha paura di niente, non si spaventa se la strada che ha davanti sembra un labirinto senza uscita, se c’è un grande uccello nero che vola sulla sua testa, se la luna è rossa invece che gialla.

E’ un bambino coraggioso, lo si capisce dalle sue scarpe che sono dello stesso colore della luna.